lunedì 3 novembre 2014

Recensione: "Il Gioco di Gerald" di Stephen King

"Il Gioco di Gerald"
Stephen King


Titolo: Il Gioco di Gerald
Autore: Stephen King
Editore: Mondadori
Pag. 367 (Cartaceo)
Genere: Thriller
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Prezzo: :€ 9,90 € 8,42


Sinossi:

In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all'ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che questa volta l'ammanetta al massiccio letto in legno. Ma quando umiliata, lei lo allontana con un calcio, l'uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante, sembra votata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un'ombra misteriosa e irreale che fa capolino nella stanza...


(Tre teschietti ½ = INTERESSANTE)



Sole spento...

"L'unico modo per andare avanti è andare avanti. Dire lo posso fare anche quando sai che non puoi"
.
Ero molto incuriosita da questo libro, sono una fan sfegatata di King e mi mancava questo bel thriller nella mia libreria. Una mattina l’ho trovato in una libreria dell’usato a un prezzo bassissimo e l’ho preso al volo.
Non è il King che mi piace di più... ci sono state pagine che si ripetevano di continuo e le ‘tantissime’ voci nella mente di Jessy mi davano quasi la noia... era davvero detestabili... e sinceramente lei come personaggio non mi è piaciuto particolarmente.
La povera Jessie incatenata alla spalliera del letto per via di un gioco erotico che balenava nella mente del marito Gerald. Un uomo che lei, a quanto pare, non amava poi così follemente... un uomo che quasi le faceva ribrezzo... eppure all’inizio anche a lei piaceva giocare con Gerald.
Ma il povero avvocato sarà colpito da un infarto che gli sarà fatale, diventerà lo spuntino preferito di un cane randagio, abbandonato in quel folto bosco... affamato talmente tanto da trovare gustoso il corpo di un essere umano e qui mi verrebbe da dire che non sempre il cane è il migliore amico dell’uomo! L’ex Prince così è chiamato il cane, mi ha ricordato “Cujo” no... non era un San Bernardo questo cane, però sotto certi aspetti mi faceva ricordare di lui.
Jessie rimarrà incatenata alla spalliera del letto, senza acqua, senza cibo, costretta ad assistere allo scempio del cadavere di suo marito, il cane ne prenderà un pezzetto alla volta, oltre al disgusto anche il dolore nel vedere il proprio amato ridotto così, ma ci sono voci nella testa della donna che sembrano quasi gioire di quella morte... di quello scempio.
La mente di Jessie tornerà sempre più in là... a quando era bambina, a quando un’eclissi totale di sole la segnò per tutta la vita. Della serie che gli orchi sono più in famiglia che al di fuori... per fortuna non in tutti casi, ma nel caso di Jessie è stato così. Una figura che ti esprime completa fiducia, una figura che ami con tutta te stessa perché è sangue del tuo sangue, una figura che ti esprime protezione, ma in quell’eclissi Jeassie è stata tradita! Qualcuno ha violato la sua innocenza in qualche modo... tanto da portarla ad essere una donna stramba con tante voci nella testa.
Una figura minacciosa si metterà all’angolo più scuro della camera... Jessie pensa che sia quella persona che l’ha tradita, tornata dall’aldilà per finire il suo lavoro. Una strana ombra dall’aspetto orribile è lì... ad osservarla con un ghigno malefico, lei gli implora aiuto, ma quella strana ombra non si muove... Jessie si arrenderà pensando che sia soltanto un sogno... anzi un orribile Incubo.
Vi posto un pezzo del libro che parla di questo ombra oscura:

«... vedeva i suoi occhi neri che la fissavano, con un’attenzione ossessiva da idiota. Vedeva il biancore cereo delle guance magre e della fronte alta, sebbene la fisionomia dell’intruso le fosse negata dal diorama di ombre che vi si agitavano sopra. Riconosceva spalle cadenti e braccia scimmiesche penzoloni, che terminavano in mani lunghe; intuiva i piedi nel triangolo nero di ombra proiettato dal comò, ma niente di più...».

Questo era per darvi l’idea dell’ombra... uomo... che cosa sarà stata mai?
Ecco questa è stata la mia domanda:
Era un uomo vero, reale o un essere venuto fuori dalla fantasia di King?
Quest’ombra mi ha convinto a leggere questo libro più assiduamente, ero curiosa di incontrare di nuovo questo strano essere, mi inquietava ma al tempo stesso mi elettrizzava.

«E’ troppo alto e troppo magro per essere un uomo vero, Jess, lo vedi anche tu, no? E’ solo un concorso di vento, ombre, un pizzico di luce lunare... e qualche rimasuglio del tuo incubo, probabilmente. Sei convinta?».

Questa era una delle voci di Jessy, che poi era sempre lei, le davano coraggio per affrontare quella situazione drastica in cui per sua sfortuna era finita. Voleva convincersi che non era un uomo, che forse era un’immagine, venuta da uno dei suoi incubi...
L’ombra la deriderà, sarà lì paziente e le mostrerà i suoi averi, gioielli e ossa.
Questo personaggio è veramente fatto bene, è stato proprio lui a far salire di livello questo romanzo, la sua nota Dark... la sua nota raccapricciante, perché quando leggerete oltre... pagine dopo pagine, scoprirete cos’è veramente... se davvero è un’ombra, venuta dagli inferi o un essere umano spregiante... da far venire il vomito.
Comunque sia io ve lo consiglio!
Buona Lettura!


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